Lungo la Via Francigena, da San Miniato a San Gimignano

Dal 25 al 26 marzo 2017

Da San Miniato a San Gimignano lungo la Via Francigena

Anche se può apparire strano nella nostra epoca, in cui la velocità è un mito, in passato si viaggiava molto, e anche su lunghe distanze. Nell’età dell’impero di Roma una fitta rete di strade lastricate percorreva l’Europa, e su di essa si spostavano mercanti e viaggiatori, carri e masserizie, generali ed eserciti, che trascorrevano sulla via settimane o mesi di viaggio. Anche le invasioni barbariche non posero fine al continuo viaggiare, e alle vie commerciali nel medioevo si affiancarono i percorsi che conducevano alle grandi mete della cristianità medievale: Santiago, Roma e Gerusalemme.
La via Francigena diretta a Roma, che altro non era se non una direzione e una consuetudine (non certo una strada unitaria vera e propria), nacque in questi anni. Per noi oggi il nome della via è strettamente legato alla figura di Sigerico, il vescovo che della strada diretta da San Pietro fino a Canterbury ci ha lasciato una descrizione precisa, tappa per tappa. Partito da Canterbury nel 990, Sigerico raggiunse Roma per ricevere l’investitura papale da Giovanni XV e il simbolo della sua carica di arcivescovo: il pallio. Lungo la via del ritorno, attraversata tutta l’Italia da Roma al Gran San Bernardo, toccate l’attuale Svizzera e la Francia, Sigerico raggiunse il punto di partenza, lasciando scritte le tappe che avevano segnato il suo viaggio. Il prezioso manoscritto fa parte della Cotton Collection della British Library di Londra, ed elenca le 79 località in cui il prelato e il suo seguito sostarono per la notte.

La maggior parte delle tappe indicate da Sigerico corrisponde a località esistenti anche oggi, o a toponimi che sono stati identificati dagli storici. Mancano all’appello solo due o tre luoghi, il cui nome è stato cancellato dallo scorrere dei secoli e anche, probabilmente, dalle successive deviazioni dall’itinerario originale da parte dei pellegrini diretti a Roma.

Una strada o tante vie?
Non sarebbe corretto immaginare la via Francigena come un unico asse viario, una sola strada ben definita come era stata la norma nell’epoca delle solide e ben costruite vie consolari romane: progettate con un tracciato stabilito e con le loro stazioni di posta, venivano poi mantenute in buono stato da appositi funzionari. Secondo gli storici, nel medioevo i viaggiatori seguivano sì una direttrice fondamentale, ma spesso, a causa della mancanza di infrastrutture solide e ben definite (come i tratti di lastricato o i ponti in pietra), il traffico passava senza problemi da una via a una sua parallela, segnando così le fortune e le disgrazie di paesi e borghi lungo il tragitto.

Quella che noi, grazie all’itinerario segnato dalle tappe di Sigerico e al percorso pedonale di oggi, pensiamo come una sola via Francigena, in realtà era un fascio di strade che, nel corso dei decenni e dei secoli, hanno conosciuto fortune molto variabili e diverse. Punti fermi fondamentali erano, e sarebbero rimasti anche nella nostra epoca, le grandi chiese meta di pellegrinaggio e gli ospitali per i pellegrini, dove si poteva dormire, mangiare e nell’evenienza essere curati dagli acciacchi del viaggiatore, che all’epoca erano decisamente più gravi e problematici di oggi. Per chi ha dovuto ricostruire dal punto di vista storico l’evoluzione della via Francigena, le pievi, le reliquie e gli antichi ospitali sono stati fondamentali per tracciare, sulla mappa dell’oggi, il percorso della grande via del passato. Insieme ai punti fermi indicati dalle tappe citate da Sigerico nel resoconto del suo lungo viaggio dalle chiese di Roma alla Manica e alla lontana Canterbury.

Sabato 25 Marzo
Da San Miniato a Gambassi Terme

Da San Miniato inizia una tappa di 23,7 km che si percorrono in meno di 6 ore. Dopo un’ora di cammino, si imbocca un percorso di straordinaria bellezza lungo i crinali collinari della Val d’Elsa, disseminata di castelli, rocche, ospitali, complessi abbaziali, originati dal passaggio della Via Francigena. Sul percorso di Sigerico si incontrano la pieve di Coiano, con la ripida scalinata in pietra, e la pieve di Santa Maria a Chianni, riedificata nel XII secolo. In breve si giunge a Gambassi, con le sue acque termali. Il punto tappa è alla chiesa del Cristo Re.

Km 23,7
ore 6
dislivello in salita: 406 m
dislivello in discesa: 231 m

Domenica 26 Marzo
Da Gambassi Terme a San Gimignano

Da Gambassi Terme inizia una tappa di 13,4 km che si completano in 4 ore circa. Un breve percorso, interessante per la bellezza dei crinali della Val d’Elsa, disseminati di castelli e abbazie, originati dal passaggio della Via Francigena.
Si può visitare il santuario di Pancole, prima di risalire verso il borgo di Collemucioli, con un tratto di selciato medievale, e da qui alla pieve di Cellole.
Infine si sale verso la collina dove svettano le 15 torri di San Gimignano, una delle mete più frequentate della Toscana, il suo profilo assume un sapore diverso se viene raggiunta a piedi.

Km 13,4
ore 4
dislivello in salita: 344 m
dislivello in discesa: 329 m

Partenza:
La partenza è prevista per Sabato 25 Marzo con ritrovo alle ore 7:15 alla stazione di Firenze S.Maria Novella e partenza con il treno delle ore 7:28. L’arrivo a San Miniato è previsto per le ore 8:43.

Ritorno:
Domenica 25 Marzo prenderemo un autobus da San Gimignano per Firenze. Il rientro in città è previsto nel pomeriggio.

 

Alloggio:
Pernotteremo presso l’Ostello Sigerico con servizio di mezza pensione.
Le stanze dovranno essere condivise con più persone.
Saranno forniti lenzuola e coperte, invece non saranno forniti asciugamani.

 

Equipaggiamento (vivamente) consigliato:
– 1 zaino (30 litri) dove riporre la giacca e gli indumenti che non si usano quando si cammina (NON SI PORTA NULLA IN MANO)
– scarponi da trekking
– bastoncini telescopici (per chi li usa)
– pantaloni lunghi
– 1 paio di pantaloni corti per il cammino, oppure dei pantaloni lunghi con la cerniera lampo per trasformarlo in corto
– cappello cotone per il sole
– occhiali da sole
– 1 poncho impermeabile per la pioggia
– 1 giacca antivento/antipioggia
– 1 maglia in pile
– 1 camicia e/o una maglia con le maniche corte
– 2 paia di calze da trekking
– 1 borraccia d’acqua da 1 litro o due da mezzo litro
– asciugamano
– ricambi
– indumenti personali
…e voglia di camminare.
Lo zaino non dovrebbe superare i 6/7 Kg.

 

Quota di partecipazione:
La quota di partecipazione è di 70,00 euro a persona e comprende l’assistenza della guida, il pernottamento e la cena.
Non sono comprese le spese di viaggio con i mezzi pubblici o con le proprie vetture.
Il numero minimo di partecipanti per questa attività sono 5 persone.
Conferma e pagamento acconto di 40,00 € entro e non oltre il 1 Marzo 2017.

 

Iscrizioni:
per e-mail all’indirizzo pasqualeguidaalpina@gmail.com o tel. 3497933893

Difficoltà: Programma: Equipaggiamento: Quota iscrizione: Iscrizione: